Lettera ad una mamma depressa

Mamma depressa

Cara Mamma , mi rivolgo proprio a te, a te che hai indossato il tuo miglior fondotinta per nascondere le occhiaie profonde dell’insonnia e la tua migliore maschera sorridente per far sì che nessuno veda dietro di essa le lacrime, la fronte aggrottata e la bocca con gli angoli all’ingiù.

So benissimo che la tua testa ora è talmente piena di pensieri sulla sua cacca, sul suo naso colante e sul dubbio perenne se abbia preso o non preso abbastanza latte che non hai più pensieri da dedicare a te stessa.

Lo so che scherzi con le tue amiche sulla stanchezza  e sul senso di frustrazione che provi ma so anche che mai lasceresti uscire dalle tue labbra il peso di altri e più cupi macigni: quanta vergogna a dire o anche solo a sussurrare di fronte al suo viso paffuto ed alle sue manine rosee che ti senti depressa, disperata, che non era come te lo immaginavi, che a volte quando piange per ore vorresti che qualcuno lo portasse via, che a volte la mente cede e ti ritrovi a pensare pensieri tremendi che non sai nemmeno da dove arrivano, che ti senti annaspare ed a volte affogare nella stanchezza.

E ti senti ancora più ingrata, sbagliata, fallata, fallita, perché magari hai anche un marito innamorato e presente, perché hai aiuti vicino, perché quella gravidanza l’hai cercata, l’hai voluta, l’hai portata avanti con le unghie e con i denti, perché hai un lavoro che ti permette un buon periodo di congedo dalle attività quotidiane.

Come posso essere così egoista? Dov’è la favola? Non dovrei essere felice? Non posso essere davvero una mamma depressa. La depressione…E’ solo per le altre, per quelle deboli, per le mamme cattive che lasciano i figli nella spazzatura…

Cara mamma, ti dico una cosa: la depressione post partum non è qualcosa che ti scegli o che puoi lasciarti alle spalle solo scrollandole. La depressione post partum è come un bosco stregato pieno di alberi bisbiglianti pensieri cupi, dove la luce del sole viene filtrata attraverso chiome fitte, dove albergano statue pietrificate ricoperte di rovi, dove ci sono paludi immense e sabbie mobili nascoste sotto tappeti di foglie secche.

Spesso la depressione ti farà sentire sola, ma non di quella solitudine bella di quando dedicavi del tempo a goderti la città nella pigrizia della domenica mattina quando tutti ancora dormono nei loro letti: è più simile allo smarrimento di chi non ha più orientamento e vaga nella nebbia tornando sempre al punto di partenza.

Spesso potrai provare rabbia ed impotenza insieme: non lasciare che nessuna delle due guidi le tue azioni, ma non cercare nemmeno di nasconderti da loro. Sappi che sono dei messaggeri, ascolta cosa hanno da dirti e poi lasciale andare.

La tristezza potrebbe diventare con il passare dei giorni una tua compagna: c’è un motivo per cui continua a chiamare il tuo nome, tu accogli il suo invito a proteggerti e chiedi aiuto. A tuo marito, al tuo Ginecologo, al tuo Pediatra, al tuo Medico di Base, alla tua Ostetrica, ad uno Psicologo, ad uno Psicoterapeuta o ad uno Psichiatra. Fallo e fallo appena puoi, prima che la tristezza scivoli in disperazione colorando di nero i tuoi ricordi e le tue giornate.

So quanto è doloroso indossare quella maschera, dire una cosa e pensarne un’altra:

Sei un padre meraviglioso, grazie per tutto l’aiuto che mi dai” (Non ti sopporto più, mi fai arrabbiare)

Sono solo un po’ stanca” (Se è solo stanchezza allora perché vorrei urlare, spaccare qualcosa e picchiare la testa contro il muro? Perché mi sembra sempre di non farne una giusta?)

Essere madre è fantastico, un sogno che si avvera” (Non sono in grado di gestire le responsabilità, è solo un neonato, sono un fallimento)

Grazie per i tuoi consigli, farò come dici cara Mamma, cara Suocera, caro Marito, cari Estranei, cari Vicini, care Amiche, care Forumer” (Non sarò mai brava come tutte le altre, guarda i loro bambini che mangiano, che dormono…E’ solo colpa mia, mi sembrava di aver letto tutto quello che c’era da leggere al riguardo)

Cara Mamma depressa, voglio che tu sappia che non sei anormale o malata o inadatta se provi invidia verso tuo marito che esce per andare a lavoro dove potrà interagire con altri adulti, indossare abiti puliti, mangiare all’ora giusta con entrambe le mani ed avere per diverse ore la mente sgombra da quel pianto, da quella vocetta imperiosa.

Cara Mamma depressa, voglio che tu sappia che non sei anormale o malata o inadatta se provi insieme voglia immensa di uscire da quella casa e senso di colpa all’idea di pensare di lasciare tuo figlio con qualcuno che non sia tu anche solo per un’ora.

Cara Mamma depressa, voglio che tu sappia che non sei anormale o malata o inadatta se provi insieme profonda solitudine e bisogno di vedere altri adulti come te ed insieme paura di uscire di casa perché ti senti fragile, disarmata, esausta.

Cara Mamma depressa, voglio che tu sappia che non sei anormale o malata o inadatta se provi frustrazione e vergogna se tuo figlio si quieta appena vede tuo marito o tua madre o tua suocera e con te ha pianto per tutto il resto della giornata.

Cara Mamma so che anche in futuro, quando non sarai più una Mamma depressa potrai sentire un piccolo tuffo al cuore di fronte ad ogni neonato, ad ogni nuova mamma, ad ogni donna in gravidanza, per il rimorso ed il rimpianto che a te non sia andata così.

Ci sarà a volte una piccola parte della tua mente invidiosa, rabbiosa o colpevole che sussurrerà petulante “Guardale, guardale…Invece tu…”.

Non assecondarla, è solo un pensiero.

Cara Mamma depressa, quando uscirai dalla foresta come Pollicino seguendo i sassolini bianchi sarai diversa dalla persona che ci è entrata dentro. Per certi versi più forte, per altri più vulnerabile, per molti versi, se avrai accolto l’invito del dolore a far sì che esso diventi strumento di autoconoscenza, più vera a te stessa e quindi più vera come madre.

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