Disturbi Psicosomatici

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disturbi psicosomatici

 

Quante volte prima di un appuntamento galante o di un esame vi siete ritrovati un fastidioso brufolo sul viso? E che dire di quell’Herpes che ogni tanto fa capolino quando siete stanchi e stressati? Non parliamo poi del colon e dei suoi fastidiosi movimenti ogni volta che c’è da prendere un aereo! Ed infine, chi non ha mai provato palpitazioni in periodi di forte stress?

Alzi la mano a chi non è mai capitato di dire o di sentirsi dire: “Stai somatizzando!“, che per molte persone equivale ad una sorta di rimbrotto tra le righe più o meno bonario, in alcuni casi un modo per dare all’altro del “debole psichicamente” o di quello che esagera  e “si fa venire” i problemi.

Ma cosa sono esattamente questi famigerati “disturbi psicosomatici”? Esistono davvero o chi dice di soffrirne in realtà se li inventa di sana pianta per ottenere dagli altri attenzioni?

Nel DSM-5, ossia la nuova edizione della Bibbia della Psichiatria mondiale uscita in Italia nel marzo 2014, i Disturbi Somatoformi sono ora indicati come Disturbo da Sintomi Somatici e sono caratterizzati dalla presenza di sintomi somatici accompagnati da pensieri, sentimenti e comportamenti di eccessiva preoccupazione da almeno sei mesi verso la propria salute: la preoccupazione deve raggiungere livelli disadattivi per la qualità di vita dell’individuo per essere etichettata come “patologica” e quindi come “eccessiva”. Al riguardo premetto comunque che prima di prendere in carico una persona che lamenta da mesi sintomi somatici chiedo sempre che ella, in accordo con il proprio Medico di Base, esegua esami specifici per escludere patologie mediche di spessore.

Cosa c’entrano però i brufoli con, ad esempio, la sindrome del Colon Irritabile o la Dermatite?

…Sapevate che nell’embrione il cervello si forma a partire dall’ectoderma, il “foglietto” di cellule staminali più esterno, lo stesso strato che produrrà la pelle?

…Sapevate che la relazione tra intestino e cervello è strettissima perchè nell’intestino si trova una rete nervosa molto complessa, composta da oltre cinquecento milioni di neuroni (pare abbia una dimensione e articolazione simile a quello di un cervello di un gatto) che gestiscono le attività intestinali e che si collegano al cervello tramite il Sistema Nervoso Autonomo? Questo “secondo cervello” si chiama cervello enterico, si estende dall’esofago all’ano ed è qui tra l’altro che vengono prodotti molti dei neurotrasmettitori tra cui la serotonina (il cosiddetto neurotrasmettitore della gioia, quello che i più moderni antidepressivi cercano di aumentare andando a diminuirne la ricaptazione da parte dei neuroni)!

…Sapevate che esiste un terzo cervello nel cuore? Si tratta di un piccolo centro, autonomo dal Sistema Nervoso Centrale, che conta di circa quarantamila neuroni che producono e rilevano gli ormoni circolanti, la chimica corporea, la frequenza cardiaca e la pressione. Tutto ciò si traduce in impulsi neurologici, che dal sistema nervoso del cuore viaggiano fino al cervello attraverso una porta d’ingresso che si trova nel tronco cerebrale.

Sembra chiaro quindi che le emozioni, positive o negative, lo stress e la felicità non siano solo “un fatto cerebrale” ma coinvolgano i principali organi del nostro corpo! La distinzione tra “malattie del cervello” e “malattie del corpo” sembra quindi ormai destinata a rimanere come retaggio di una malattia ottocentesca, settoriale, non abituata a considerare l’individuo come un Uno.

Il disturbo nasce quindi quando la persona, per una certa propria scarsa attitudine alla lettura ed alla gestione delle proprie emozioni, presta attenzione unicamente ai segnali fisici (spaventandosene ed iniziando lunghi iter diagnostici il più delle volte normali) non rendendosi invece conto della presenza di un momento di difficoltà nella propria vita del quale i sintomi fisici rappresentano unicamente un segnale o una manifestazione!

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