Depressione ed Ansia in Gravidanza e nel Post-Partum

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depressione postpartum

La depressione post-partum insorge nel 13% delle donne durante le prime settimane dopo il parto mentre il 14.5% di donne ha un nuovo episodio depressivo maggiore o minore nei primi tre mesi postnatali e il 20% delle neomadri sperimenta una depressione puerperale nel primo anno dopo il parto. Tra il 20 e 40% delle donne con episodio di depressione post natale hanno un’alta possibilità di ricaduta in una successiva gravidanza (dati 2008).

I disturbi mentali della donna nel periodo perinatale, che secondo alcuni Autori si estende dalla gravidanza fino al 1° anno di vita del bambino, hanno un significativo impatto sulla vita della stessa, sul bambino, sulla relazione mamma-bambino e su tutto l’entourage familiare. Si ipotizza che circa il 16% delle donne soffra di un disturbo mentale nel periodo perinatale.

La depressione in gravidanza si manifesta in 1 donna su 10 con un picco di frequenza intorno alla 32° settimana di gravidanza con sintomi analoghi a quelli che caratterizzano il post-partum. La maggior parte delle donne che manifesta sintomi depressivi o ansiosi in gravidanza è a rischio di depressione postpartum. 

La classica distinzione dei disturbi dell’umore nel Postpartum in Maternity Blues, Depressione Postpartum e Psicosi Postpartum alla luce delle evidenze cliniche e di letteratura appare riduttiva. I disturbi nel postpartum, possono infatti inscriversi in un range molto più ampio che può comprendere: Disturbo della Condotta Alimentare, Disturbo della Relazione mamma–bambino, Disturbi d’Ansia e Post Traumatico da stress (PTSD), etc.

La maggior parte delle donne subito dopo il parto, a causa delle brusca caduta dei livelli degli estro-progestinici, sperimenterà una transitoria deflessione dell’umore chiamata Maternity Blues che si auto-estinguerà in una decina di giorni dal parto.

Per poter invece fare diagnosi di Depressione Post-Partum è necessario che siano presenti almeno 5 dei sintomi sotto riportati che devono essere presenti per almeno due settimane di seguito per quasi ogni giorno.

Sintomi  Umore depresso  Anedonia (perdita della capacità di provare piacere)  Modificazione peso e/o appetito  Alterazione del sonno (aumento/riduzione tempi di sonno)  Astenia: affaticabilità o mancanza di energie  Isolamento  Sentimenti di colpa e di inutilità, bassa autostima, impotenza e disvalore  Ansia e relativi connotati somatici  Perdita della libido  Riduzione della concentrazione  Pensieri ricorrenti di morte e/o progettualità di suicidio  Agitazione / rallentamento psicomotorio

Per quanto ancora non siano state definitivamente chiarite le cause esatte per cui una donna finisca o meno per sviluppare in gravidanza o nel post-partum sintomi dello spettro ansioso-depressivo, è comunque ormai nota la presenza di diversi fattori di rischio predisponenti sia sul piano biologico-organico sia sul piano psicologico-emotivo.

In particolar modo, sul piano biologico sembra esista una suscettibilità diversa per ogni donna legata tanto agli effetti sull’umore degli ormoni estrogeno e progesterone (siete di quelle che in pre-mestruo soffrono di sbalzi di umore? La pillola anti concezionale vi causa sintomi depressivi come crisi di pianto per un nonnulla o difficoltà nella gestione della rabbia?) quanto alla diversa tendenza allo sviluppo di sintomi depressivi o ansiosi in risposta ad eventi stressanti del quotidiano (esiste una vulnerabilità diversa tra gli esseri umani legata tanto ad aspetti genetici-ereditari quanto alla presenza di varianti alleliche dei neurotrasmettitori del cervello come la serotonina che possono o meno favorire la suscettibilità individuale piuttosto che la resistenza allo sviluppo di disturbi emotivi).

Allo stesso modo, sul piano psicologico avere già una storia passata di depressione o di ansia, aver subito nel periodo precedente alla gravidanza eventi traumatici (ad esempio un lutto o un abbandono) o eventi altamente stressogeni (ad esempio un divorzio, un trasloco, un licenziamento), vivere in una situazione di isolamento sociale o essere in difficoltà sul piano socio-economico può aumentare le possibilità di svilupparla. Esistono poi dei tratti temperamentali, quali il perfezionismo ed il bisogno di controllo, che possono rendere la futura madre più a rischio. Infine, spesso nella storia di vita passata sono rintracciabili difficoltà nella relazione di attaccamento-accudimento con i propri genitori: nel diventare madre (o padre!) infatti si riaccende il modello di attaccamento sperimentato nella propria infanzia e se questo modello è disfunzionale esso tenderà a perpetuarsi influenzando la propria modalità di essere genitori.

A livello personalesociale è estremamente difficile per una donna ammettere, durante la gravidanza o nel post parto, di essere meno che felice ed entusiasta del nuovo arrivato: la narrativa diffusa è, purtroppo, estremamente polarizzata sull’idea che per una donna la maternità debba costituire la meta della vita o rappresentare una esperienza di pura ed intensa perfetta felicità. Invece, come molte sperimentano, come per tutte le esperienze umane complesse accanto alla gioia infinita per la nuova vita esiste tutta una serie di emozioni più complesse da gestire con contenuti potenzialmente “oscuri”. Ci sono la stanchezza fisica e mentale, lo spaesamento e la fatica ad adattarsi ad un nuovo ruolo per cui all’inizio si è totalmente impreparate, spesso il senso di solitudine, la rabbia e la paura per il corpo cambiato, la mancanza di sonno, il senso di isolamento rispetto alla propria vita precedente, il temperamento stesso del bambino che può essere più o meno facile da gestire, i cambiamenti nella coppia e nelle dinamiche di base con il partner per cui si dovrà necessariamente trovare tempi, ritmi e linguaggi nuovi. 

Per ogni nascita, per ogni cambiamento c’è sempre da passare attraverso il lutto di quello che c’era prima.

Mamma per prenderti cura di lui prenditi prima di tutto cura di te!

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