Depressione e Disturbi dell’Umore

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Depressione

Attualmente in Italia secondo AdKronos Salute la depressione colpisce il 12,5% della popolazione – pari a circa 7,5 milioni di italiani – con solo il 34,3% dei pazienti che però assume farmaci. Il  costo sociale della depressione, in termini di ore lavorative perse, è pari a 4 miliardi di euro l’anno e nel 2020 rappresenterà la maggiore causa di disabilità dopo le patologie cardiovascolari (dati 2015).

Ma come riconoscere la differenza tra un periodo di vita critico, in cui magari ci si trova ad affrontare una delusione, una perdita o un abbandono, e l’instaurarsi di un vero e proprio disturbo depressivo?
Bisogna innanzitutto fare un distinguo tra tristezza e depressione. Non tutti i momenti di “Blues” sono patologici o necessitano di attenzione clinica specifica. L’emozione della tristezza infatti, come tutte le altre emozioni, funge da importantissimo marker di uno stato di percepita perdita di qualcosa o di qualcuno di importante: invita la persona a ritirarsi in se stessa, a proteggersi e trovarsi un riparo sicuro perché sta attraversando una fase di fragilità.
Se quindi a tutti capita di venire occasionalmente e transitoriamente toccati da momenti negativi, non a tutti capita però di sprofondare negli abissi della depressione. Essere depressi non equivale infatti al dire: “oggi sono un po’ giù”. Significa invece scivolare progressivamente in un buco nero sempre più profondo da dove la luce progressivamente viene vista allontanarsi. Non è un caso che tante illustrazioni di persone che sono state affette da forme cliniche di depressione la raffigurino come un qualcosa di avvolgente e nero, qualcosa che non lascia scampo e spiraglio. Prima lontana, poi sempre più vicina e più grande fino a inglobare la persona: lo stato d’animo diviene luttuoso sempre, in continuazione, senza che si verifichi una ripresa spontanea della voglia di vivere. Questo stato consuma a tal punto la persona da condurla verso una landa gelida dove dominano incontrastate mancanza di prospettiva ed immobilismo. Lo stesso sentimento di vita si esaurisce, le emozioni ed il corpo si congelano. I pensieri possono avere contenuti colpevolizzanti verso se stessi, tematiche di rovina, di perdita di speranza e di catastrofe, i nessi logici nei casi più gravi possono alterarsi dando luogo a quadri depressivi psicotici. L’insonnia diviene severa, l’appetito sparisce, il desiderio sessuale scompare e la morte sembra l’unica via di uscita dal dolore.

Raccontano al riguardo Psichiatri di lungo corso che un tempo, prima dell’avvento degli antidepressivi di nuova generazione, non era infrequente trovarsi davanti a persone affette da forme depressive così gravi da rimanere paralizzate in posizioni innaturali come statue viventi anche per giorni interi morendo per consunzione.
Se la persona crede di non avere più appigli per reagire o vie di fuga, l’impotenza è anche la sensazione che spesso riferiscono di provare i familiari dei pazienti depressi. Tipica di molti terapeuti è inoltre la sensazione di avere davanti “un muro di gomma”: come se nulla arrivasse veramente a segno, come se tutto fosse inutile o non ci fossero chiavi per aprire la serratura.
Non aspettatevi però di capire se un vostro conoscente sia depresso solo guardandolo in faccia: spesso, anzi, uno dei drammi del depresso è la paura della condivisione, la vergogna e lo stigma nell’ammettere la propria condizione che fanno indossare ad alcuni una maschera di finta felicità. Purtroppo infatti il momento storico in cui viviamo ci propone come desiderabile socialmente un modello di persona che sembra indossare costantemente una maschera performante, efficace, di successo, felice, mai sfiorata da momenti di fragilità, aggressiva ed autocentrata. Tutto questo però, come molti altri “miti” che ci raccontiamo come società (prossimo articolo dedicato a questo tema, promesso!!) crea aspettative sia su “come la vita dovrebbe essere” sia sofferenza e stupore quando invece si avvertono sentimenti o pensieri diversi dal “dovuto”, contribuendo così ad aumentare il malessere individuale. E’ infatti un racconto altamente tossico il credere che si possa o debba sempre essere felici o che lo stare male sia qualcosa di evitabile: impossibile nel corso di tutta una esistenza, anche se felice ed appagante, non incontrare mai il fallimento, la resa, l’esperienza del dolore e della perdita.
In alcune forme di disturbo dell’umore alla depressione si associano sintomi maniacali/euforici più o meno sfumati: sto parlando dell’ex “psicosi maniaco-depressiva” o, attualmente, Disturbo Bipolare. E’ un tipo di disturbo contraddistinto, specialmente nella Forma I, da marcata tendenza alla trasmissibilità genetica che non vuol dire che automaticamente ne sarete affetti qual ora un vostro familiare di primo grado ne soffrisse, ma che la vostra probabilità di svilupparlo sarà sensibilmente più alta del resto della popolazione generale. Ne esistono di diversi tipi, incluso il cugino disturbo ciclotimico, e sono caratterizzati da oscillazioni dell’umore (più o meno evidenti e marcate) tra momenti depressivi e momenti in cui l’umore può virare verso l’alto (non sto parlando di “normale” felicità!) e la persona comportarsi agli occhi degli altri come se fosse continuamente sotto effetto di cocaina. Non dorme più perché non ne sente il bisogno; può spendere cifre consistenti scialacquando il patrimonio e fare sesso in maniera eccessiva; l’eloquio può divenire accelerato, i pensieri possono attraversare la sua mente non interrompendosi mai, la capacità di rimanere concentrato su compiti o conversazioni diviene labile; si comporta in maniera eccessivamente gioviale ma può anche apparire estremamente irritabile, può mostrare convinzioni o progetti grandiosi che sembrano bizzarri o implausibili agli occhi degli altri.

Vi lascio con questa straordinaria serie di foto della fotografa Katie Crawford che illustra com’è vivere con un Disturbo di Ansia Generalizzata: alcune foto per la potenza e la sofferenza che trasmettono credo si adattino bene ad illustrare anche il Disturbo Depressivo

http://www.katiejoycrawford.com/myanxiousheart

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