Ansia e Fobie

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ansiaLa parola Ansia è un termine “calderone” per indicare uno stato mentale caratterizzato da apprensione e preoccupazione, da sensazioni corporee disturbanti perchè intense e soggettivamente incontrollabili e da emozioni di paura ed allerta.

 

Ci sono molte condizioni del quotidiano in cui uno stato di maggiore attivazione, e quindi di prontezza, fisica e mentale di per sè appare come più che desiderabile: pensiamo ad un atleta prima di una gara, ad uno studente prima di un esame, ad una persona che si trova a camminare in una nuova strada al buio da sola. E’ un bene che il corpo si carichi per essere pronto a reagire e che la mente divenga più vigile ed attenta ad ogni minimo segnale esterno! Il problema della persona ansiosa però è che vive in un perenne stato di allerta. Tipica dello stile cognitivo degli ansiosi è infatti la tendenza focalizzare il pensiero su possibili futuri catastrofici per cercare di controllarli.

Ai miei pazienti ansiosi dico sempre che in una giungla loro, abituati a vivere sempre all’erta, sopravviverebbero mentre il loro amico sempre placido probabilmente no. Il problema è che però il Sistema Nervoso Autonomo è SEMPRE tarato su livelli “Allerta allerta allerta, attenzione leone in vista!” ( che equivale a tachicardia, affanno respiratorio, muscoli contratti etc), il Sistema Limbico nel cervello elabora “Paura paura paura” e la Corteccia Prefrontale pensa “Aiuto aiuto cosa mi succede…Devo stare attento…Devo andarmene di qua…Oh cielo senti come mi batte il cuore avrò di sicuro un infarto a breve“…Sul lungo termine il corpo cede e la mente non si quieta mai. Questo succede spesso, ad esempio, nel Disturbo da Attacchi di Panico (DAP). 

Tale Disturbo è caratterizzato da attacchi brevi, intensi ed impropanicovvisi di terrore e apprensione che porta a tremori, confusione, vertigini, nausea e difficoltà respiratorie. Il disturbo di panico si verifica di solito dopo esperienze spaventose o uno stress prolungato, ma può anche insorgere spontaneamente. Un attacco di panico può portare la persona ad essere consapevole di ogni cambiamento nella funzione normale del suo corpo, interpretandolo come una malattia pericolosa per la vita: questa ipervigilanza è spesso seguita da ipocondria. Inoltre, gli attacchi di panico portano la persona ad aspettarsi attacchi futuri, e questa ansia può causare drastici cambiamenti comportamentali al fine di evitare questi attacchi con ritiro sociale, necessità di accompagnatori per uscire, assunzioni di farmaci ansiolitici.

ansiaIl Disturbo da Ansia Generalizzata (GAD) invece non ha una insorgenza acuta e facilmente memorizzabile (alzi la mano chi ha dimenticato il proprio primo attacco di panico!): chi ne soffre infatti più che temere una situazione specifica (come nel caso delle Fobie) o essere preoccupato per il ripetersi di un nuovo DAP è perennemente in apprensione per qualcosa, spesso anche di aspecifico. Chi soffre di GAD prova spesso paura e preoccupazione per la salute, il denaro, la famiglia, il lavoro, la scuola, ma ha difficoltà ad identificare la paura specifica e a controllare le sue preoccupazioni. La sua paura è di solito irrealistica o sproporzionata rispetto alla situazione. Queste persone soffrono molto e si aspettano un fallimento o un disastro, al punto che quest’ansia interferisce in modo massiccio con le funzioni quotidiane, come lavoro, scuola, attività sociali e le relazioni.

Note anche ai non addetti ai lavori sono infine le Fobie: la maggior parte delle persone ha le proprie, senza per questo necessitare di una Psicoterapia. Alcune hanno un chiaro scopo protettivo per l’individuo (guai a non provare paura! La persona non potrebbe sopravvivere senza un sistema di tutela da eventi potenzialmente mortali!): pensiamo infatti alla paura verso animali potenzialmente mortali come serpenti o ragni o verso eventi catastrofici come i terremoti. Alcune fobie invece, seppure riconosciute come irrazionali anche dalla persona stessa, creano un disturbo nel mantenimento di un livello accettabile di qualità di vita, precludendo alla persona molteplici esperienze del quotidiano andando anche a minare la propria autonomia, indipendenza e benessere personale e relazionale (ad esempio la paura sproporzionata ed incontrollabile verso i luoghi aperti, verso i luoghi chiusi, verso il buio, verso gli aerei).

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